Recensione Semper Fidelis di Erika Pomella
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Semper Fidelis di Erika Pomella

La mia tbr di marzo è iniziata con la lettura di Semper Fidelis di Erika Pomella, edito dalla Triskell Edizioni. Ringrazio l’autrice per avermi fornito la copia digitale del romanzo.

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A quattordici anni Savannah ha visto la morte in faccia, ma non le ha permesso di sconfiggerla e rubarle i suoi sogni. Ora lavora nella redazione di un giornale di New York e sogna di vedere il suo nome in fondo a un articolo. Non può immaginare che il suo primo incarico sarà quello di scrivere su ciò che odia di più al mondo: le armi. Leo è un ex marine e lavora in un poligono di tiro. Cresciuto in Texas, ha sempre avuto a che fare con le armi e ne possiede sin da quando è ragazzo.

Savannah e Leo non hanno niente in comune, ma, quando si trovano costretti a lavorare insieme, i loro mondi entrano in rotta di collisione. Pieni di cicatrici, spaventati dalla chimica che nasce immediatamente tra di loro, Leo e Savannah dovranno trovare un modo per coesistere e accettare che l’attrazione che scorre tra di loro non è solo un compromesso passeggero.

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Erika Pomella è al suo esordio con Semper Fidelis. È il suo primo romanzo e posso solo immaginare l’emozione che si possa provare nel vedere che altri possano leggere la storia che hai raccontato e scritto. E posso dire con assoluta certezza che questo esordio letterario non mi ha assolutamente delusa. Ho avuto modo di conoscere l’autrice lo scorso anno ad un incontro in casa editrice e mai avrei immaginato che un giorno avrei letto proprio un suo romanzo.

Era il paradosso dell’esistenza: pensiamo sempre di essere al centro del mondo, ma di fatto non siamo che una macchina sbiadita ai margini di un quadro più ampio.

La storia di Savannah non è affatto semplice. La sua adolescenza è stata scossa da un evento traumatico e dopo tanti anni quel dolore è ancora impresso nella sua mente, nel suo cuore e sulla sua pelle. Dopo tanti anni, però, la sua vita sembra andare nel verso giusto. Il suo sogno è quello di diventare una giornalista ma il suo incarico si scoprirà essere qualcosa che va contro le sue convinzioni.

Leo è un ex marine e ora lavora al poligono di tiro. Ha il fascino dell’uomo del Sud. Come quello di Savannah, il suo bagaglio emotivo è carico di dolore e di rabbia. Quando si trova, per lavoro, a dover insegnare a Savannah l’uso delle armi dovrà imparare a fare i conti con il carattere da dura di lei (anche se il primo incontro non sarà sicuramente uno dei migliori).

Come sappiamo più o meno tutti l’America permette la detenzione e l’uso di armi con fin troppa facilità, secondo il mio parere. La scelta dell’autrice di affrontare questa tematica mi ha fatto ulteriormente capire quanto sia importante non prendere con leggerezza questo aspetto. Anche io, come Savannah, sono contraria all’uso e la detenzione di armi da fuoco anche se per difesa. Credo che possederla dia alle persone una sorta di “potere”. Ci si crede invincibili e si rischia di abusare di quello che abbiamo. Sono dell’idea però che ogni persona sia libera di pensarla come vuole. L’importante è essere coscienti di quello che si ha tra le mani senza farsi sopraffare.

Volevo solo sentire la sua voce, assicurarmi che stesse bene e convincerla a perdonarmi, a tornare da me, perché di colpo sembrava che la mia vita mi stesse troppo grande, come un maglione della taglia sbagliata.

La storia d’amore che si sviluppa tra Savannah e Leo mi è piaciuta davvero tanto perché l’autrice ha saputo creare un’alchimia pazzesca tra i due. Seppur entrambi la pensino in modo diverso l’una dall’altro, hanno saputo trovare un punto di unione tra loro. Questo è sicuramente un aspetto molto importante in una relazione. Non siamo tutti uguali e saper accettare l’altro anche se la pensa diversamente da noi è un grande gesto di maturità. I problemi fanno affrontati insieme ed entrambi l’hanno fatto. Sono cresciuti insieme e uniti hanno affrontato le difficoltà e il loro dolore. C’è stata un’evoluzione importante dei protagonisti che l’autrice ha saputo descrivere sotto ogni aspetto, sia fisico sia caratteriale.

Devo fare davvero i miei complimenti a Erika perché ho potuto vedere, leggendo Semper Fidelis, quanto sia forte la sua passione per la scrittura. Solitamente sono abituata a leggere questo genere letterario quando le autrici sono straniere ma, e lo dico sinceramente, Erika non ha nulla da invidiare loro. È stata davvero bravissima nel costruire una storia e creare dei personaggi realistici e quanto più vicini alla nostra realtà.

Lo stile narrativo è molto scorrevole e piacevole. Il pov alternato dei protagonisti e la narrazione in prima persona ha sicuramente dato una marcia in più alla storia. Alcune frasi ti rimangono impresse e quando i personaggi parlano tra loro è possibile vederli con la nostra immaginazione. Davvero un ottimo esordio che vi consiglio di leggere caldamente, se amate i romance. Io mi sono anche commossa in diversi punti, motivo per cui Semper Fidelis merita assolutamente il voto pieno!

voto 5/5

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