Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon
I giorni di quarantena mi hanno portata a leggere finalmente uno dei romanzi che più mi hanno incuriosita negli ultimi mesi: Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon.
Il romanzo fa parte del filone degli epic fantasy. A primo impatto la sua mole potrebbe spaventare (sono circa 800 pagine), ma vi posso assicurare che lo stile dell’autrice è così accattivante da far divorare il libro in pochissimi giorni.
Eccolo lì, finalmente. L’albero delle arance. Si innalzava dal cuore del Bacino di Lasia, persino più grande e più bello di come le era apparso in sogno quando stava a Inys. Petali bianchi punteggiavano i rami e il terreno sottostante. Ai suoi piedi si estendeva la Valle di Sangue, dove la Madre aveva sconfitto il Senza Nome.
Il mondo del Priorato è diviso principalmente tra Occidente e Oriente.
L’Occidente è il regno che detesta i draghi. La loro religione si basa sulla venerazione del Santo, colui che millenni prima avrebbe sconfitto il Senza Nome. Una delle creature più potenti.
In Oriente, invece, i draghi sono considerati come delle divinità ma, come in Occidente, il popolo teme il Senza Nome.
Il romanzo tratta diverse tematiche, ma sicuramente quello che più salta agli occhi di chi legge è la presenza di protagoniste femminili forti e coraggiose.
A Occidente troviamo Sabran e la misteriosa Ead. Sabran è l’erede della Casata di Berethnet e regina del regno di Inys. Ead, invece, è una delle sue ancelle, ma è stata mandata a proteggerla proprio dal Priorato in gran segreto.
A Oriente troviamo Tanè e Loth. Tanè è una ragazza che aspira a diventare cavaliere dei draghi dell’acqua. Loth è uno dei migliori amici della regina Sabran esiliato in Oriente.
La Shannon ha costruito un mondo realistico dove è facile immaginare la vita di questi protagonisti. Ogni regno è basato su una propria politica e su una propria religione.

L’autrice ha saputo poi intrecciare perfettamente la storia tra i due regni con uno stile molto fluente. La storia potrebbe ricordare, per certi versi, la serie Il trono di spade di George R.R. Martin ma, secondo me, è molto più scorrevole. Intrighi politici, guerre e battaglie con i draghi caratterizzano, quindi, Il priorato dell’albero delle arance.
L’unica pecca principale del romanzo? Troppi ma davvero troppi personaggi da ricordare, soprattutto all’inizio della storia. Per le prime duecento pagine la continua alternanza di capitoli con personaggi differenti potrebbe far desistere a continuare la lettura… ma voi non fatelo! Vi assicuro che non ve ne pentirete! E poi, con un’edizione così bella del romanzo come si fa a resistere?


Prezzo: 26 € E-book: 10.99 €
La casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede.
I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini. A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana.
Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.


