Recensione: Madame Claudel è in un mare di guai di Aurélie Valognes
Madame Claudel è in un mare di guai di Aurélie Valognes
Data di pubblicazione: 09/02/2017
Editore: Newton Compton
Genere: Narrativa
Pagine: 224
Prezzo: 9.90 €
Ferdinand Brun vive a Parigi, al numero 8 di Rue Bonaparte, ha ottantatré anni e non gli piacciono le persone. Sfortunato dalla nascita – ha perso la mamma e la nonna quando era ancora piccolo –, è cresciuto nel risentimento, diventando introverso e taciturno. Purtroppo con il passare degli anni è addirittura peggiorato e così la moglie lo ha mollato di punto in bianco scappando con il postino, mentre la figlia e il nipotino sono andati a vivere dall’altra parte dell’oceano. Rimasto solo con la cagnolina Daisy, unico essere vivente degno del suo affetto, Monsieur Brun ha deciso di disertare il genere umano e di ridurre al minimo i suoi contatti con gli altri, compresi quelli con la portinaia, la detestata Madame Suarez. Un infausto giorno, la cagnolina Daisy muore e la settimana dopo Monsieur Brun rimane vittima di un incidente. Tutto è contro di lui, e quando la figlia lo mette di fronte all’ipotesi dell’ospizio, non gli resta che accettare l’aiuto di Madame Claudel, un’arzilla signora di novantatré anni, che abita al suo piano. Ma sarà l’arrivo della piccola Juliette, figlia dei nuovi condomini, l’unico evento in grado di scalfire il muro di diffidenza e scontrosità che il vecchio ha costruito intorno a sé.
Recensione
Ringrazio la Newton Compton per avermi mandato a sorpresa Madame Claudel è in un mare di guai di Aurélie Valognes, autrice francese trasferita a Milano.
Ho iniziato questo romanzo con la totale consapevolezza che sarebbe stata una storia totalmente diversa da quelle che leggo solitamente.
I protagonisti di questo romanzo non sono più giovincelli. Facciamo la conoscenza con Ferdinand, un uomo di ottantatré anni che vive la sua vita ormai con la certezza che non ha più nulla da fare se non quella di aspettare il giorno della sua morte. Si ritrova a “combattere” contro la portinaia del suo condominio. Non le rende la vita facile, perché Ferdinand è così: è scontroso e scorbutico. Ne ha passate tante e ha deciso che le altre persone non meritino altro se non il suo caratteraccio. Quando però alla sua porta bussa la piccola Juliette tutto sembra prendere una piega inaspettata perché Ferdinand scoprirà che niente è già scritto e può lottare ancora per le persone che ama.
Madame Claudel è la sua dirimpettaia. Una signora tutto pepe di novantatré anni. Ferdinand è quasi “affascinato” da questa signora perché vede in lei una persona piena di vita nonostante la veneranda età.
Ferdinand è un signore anziano che mi ha fatto tanta tenerezza perché ha vissuto la sua vita circondato da disgrazie, motivo per cui ha innalzato dei muri che sono difficili da scavalcare. Il mondo sembra andare contro di lui in tutte le maniere. Non è contento e fa di tutto pur di dimostrarlo. La sua cagnolina Daisy è l’unica a darle una gioia, ma quando un bel giorno Daisy viene investita, Ferdinand perde tutte le speranze.
L’autrice ha portato sulla carta una storia di tutti giorni rendendola leggera e fresca. La narrazione è in terza persona. Consiglio questo romanzo sicuramente a persone “grandi”, ma anche a coloro che vogliono ricucire un rapporto con una persona amata. Ricordatevi che niente è impossibile.




