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La legge per la lettura

È notizia di ieri dell’approvazione del DDL S. 1421. Un nuovo disegno di legge che andrà a cambiare (forse per sempre?!) il mondo dell’editoria e delle librerie. Una “legge” per la lettura che divide i lettori e i librai d’Italia.

Non mi reputo un’esperta di legge, ma ci tenevo a spiegarvi in grandi linee e, spero, in semplici parole quello che nei prossimi giorni cambierà per il mondo dei libri.

Come possiamo leggere dalla Costituzione, agli articoli 2, 3 e 9, la Repubblica favorisce e sostiene la lettura quale mezzo per lo sviluppo della conoscenza, la diffusione della cultura, la promozione del progresso civile, sociale ed economico della Nazione, la formazione e il benessere dei cittadini.

Ci saranno cambiamenti per gli store online, librerie e grande distribuzione. Lo sconto massimo passerà dal 15% al 5% (rimarrà però lo sconto del 15% per i testi scolastici), ma i punti vendita potranno organizzare, una volta l’anno campagne promozionali con limite di sconto al 15% (fino ad oggi tali promozioni sono rimesse solo agli editori). Gli editori, invece, avranno la possibilità di uno sconto massimo del 20% e non più del 25%.

Altre novità, di questa legge per la lettura, saranno l’assegnazione annuale, a una città italiana, del titolo di “Capitale italiana del Libro” sulla base dei progetti presentati per la promozione della lettura e l’introduzione di una carta elettronica, del valore di 100 euro, per le famiglie svantaggiate.

Vantaggi e svantaggi della legge per la lettura?

Sicuramente la legge è stata studiata per andare ad “aiutare” il mondo delle librerie indipendenti che, negli ultimi anni, hanno risentito del commercio online. Vi rimando all’articolo letto qualche giorno fa su Libreriamo.

Se però saranno aiutate le librerie, dall’altro lato a risentire di questa legge saranno soprattutto quei lettori, cosiddetti “forti”. Il costo medio di un libro, in Italia, è di 15 euro e per un lettore che legge tanto è una spesa non indifferente. Con l’applicazione dello sconto massimo del 5% il costo per la lettura andrà a incidere sia sul bilancio individuale sia famigliare. Cosa succederà?

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