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Recensione: End of the road bar di Daniele Batella

End of the road bar di Daniele Batella

Data di pubblicazione: Dicembre 2018

Editore: DZedizioni

Genere: Narrativa

Prezzo: 14.90 €

end of the road bar

È uno strano luogo, un vecchio bar nascosto nel vicolo di una metropoli, a metà strada tra una bettola e la sala di un cinema.
È un locale d’altri tempi, lontano dalla frenesia delle notti di baldoria della città.
Ma l’End of the Road ha anche un’anima.
È questa l’unica certezza che colpisce i sette avventori che ci arrivano per caso, in una sera di aprile, condotti là da un curioso scherzo del fato.
Penny, l’algida e imperscrutabile cameriera, li accoglie e serve loro da bere. Ma sarà il pretesto di una violenta tempesta a far avvicinare i sette l’uno all’altro, a sciogliere imbarazzi e timori prima, e a condurli in un viaggio lungo il viale dei ricordi poi.
Uno a uno cominceranno a raccontare la loro esistenza, fatta di amori, gioie, dolori, segreti mai confessati e peccati indicibili.
Sette vite si snodano nel flusso dirompente della memoria, svelando poco a poco le trame di un sorprendente destino.

Recensione

Nel mese di dicembre a Roma, alla fiera Più libri più liberi, ho avuto l’opportunità di prendere il romanzo di Daniele Batella che mi aveva incuriosita moltissimo dalla sinossi.

Il silenzio era di nuovo sceso all’End of the Road. Le fiammelle delle candele tremolavano come quelle dei ceri votivi davanti ai volti, rigati di lacrime, delle Madonne agli angoli delle strade. Dal candelabro centrale gocciolavano bollenti gocce di cera, come solenni perle di rosario sgranate durante un requiem.

L’End of the Road è un bar particolare. Sembra essere un luogo misterioso, quasi non reale, dove le persone si ritrovano a rinvangare le storie del passato.
Penny è la cameriera del bar. È una ragazza molto particolare, sempre attenta alle necessità dei clienti e disponibile ad ascoltare chiunque abbia voglia di raccontare la propria storia.
Improvvisamente arrivano nel bar sette persone e per colpa di una tempesta si trovano costretti a passare delle ore nel bar di Penny. Cosa fare se non prendere coraggio e iniziare a raccontarsi?

E la luce, si sa, è circondata di tenebra.

Si tratta di un romanzo che è stato suddiviso in due parti. Non si ha una vera e propria fine della storia. Bisogna aspettare, infatti, la pubblicazione della seconda parte che svelerà il destino che lega i protagonisti e che io sicuramente leggerò.
In questa prima parte facciamo la conoscenza di quattro personaggi, molto diversi tra loro, ma legati da un passato nascosto e tenebroso. Un passato fatto anche di dolori e di sogni repressi.
L’autore è stato molto bravo nel raccontare le storie di questi personaggi. Sono intense e quasi fastidiose, per certi versi, per la cattiveria e il dolore presente in ognuna.
Il voto che ho deciso di dare è legato soprattutto al fatto che non c’è una fine e si rimane con il dubbio di quello che succederà. Reputo, infatti, che il romanzo sia uno spiraglio. È come una porta socchiusa. Sei lì. Stai per aprirla, ma c’è qualcosa che ti blocca.

voto 3/5

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