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Recensione: Il principe svedese di Karina Halle

Il principe svedese di Karina Halle

Data di pubblicazione: 04/04/2019

Editore: Newton Compton Editori

Genere: Romance

Pagine: 448

Prezzo: 9.90 € Prezzo e-book: 5.99 €

il principe svedese

Non ho mai creduto nelle favole. Non sono una di quelle che perdeva tempo ad aspettare il Principe Azzurro. Crescere in una piccola città della California, insieme con sei fratelli più piccoli, ti insegna che è davvero improbabile che l’amore si presenti alla tua porta invitandoti per una cavalcata romantica verso il tramonto. Quando i miei genitori sono morti e tutte le responsabilità sono ricadute su di me, ho imparato che è inutile sognare e che bisogna guardare la vita per quello che è. Ma poi il destino ha letteralmente trascinato un principe al mio campanello. All’inizio pensavo che Viktor fosse un ricco uomo d’affari, incravattato, bello in modo assurdo. Ma dietro il suo fascino pacato si nascondeva un uomo in fuga dal proprio destino. Viktor di Casa Nordin, Sua Altezza Reale della Corona Svedese era quanto di più lontano potesse esistere dalla mia vita ordinaria. Eppure questo incontro ha cambiato tutto. Può esistere un lieto fine anche per chi non crede nelle favole?

Serie “Royal Romance”:

  • Il principe svedese
  • The Wild Heir (inedito in Italia)
  • A Nordic King (inedito in Italia)

Recensione

Quando la voglia di leggere una storia d’amore con il Principe Azzurro ti assale, allora, devi leggere il romanzo Il principe svedese di Karina Halle. Ci sono alcune cose che mi sono piaciute e altre meno, ma andiamo con ordine e vi svelerò perché.

Forse non c’è alcuna logica nell’amore. Forse devi solo farlo entrare quando lo vedi, quando lo senti. Forse devi solo crederci.

Maggie è a New York. Tutto procede a meraviglia quando però da casa arriva una terribile notizia: i suoi genitori sono stati uccisi. Così Maggie è costretta a tornare in California per prendersi cura dei suoi fratelli. Una famiglia numerosa e, a tratti, anche difficile.
Viktor è in fuga dalla Svezia per allontanarsi dal dolore. La perdita di suo fratello, legittimo erede al trono, non c’è più e Viktor che fino ad ora ha sempre vissuto la sua vita senza troppe “preoccupazioni da principe”, ora si trova catapultato di forza in un mondo fatto di doveri e poca libertà.

C’erano momenti in cui caos e dolore si alleavano e in quei giorni non volevo fare altro che chiudermi in bagno, entrare nella vasca e piangere. Qualche volta l’ho fatto, desiderando di poter andare alla deriva in un posto dove il dolore non riuscisse a raggiungermi, dove la tristezza non facesse il nido nelle mie ossa e dove non mi sentissi sempre tanto sopraffatta.

Partiamo dalle cose che non ho particolarmente apprezzato. Niente di così eclatante, perché comunque il romanzo mi è piaciuto molto nel suo complesso.
L’uso di alcuni termini, nei momenti di passione tra i due protagonisti, però può risultare stonato rispetto alla delicatezza della storia in generale. Almeno questa è stata la mia impressione. Non mi scandalizzo facilmente, ma era come leggere qualcosa di “forzato” in certi punti.
Altro aspetto che avrei approfondito forse è la questione dell’omicidio dei genitori di Maggie. Si sviluppa tutto all’inizio senza una soddisfacente risoluzione dei fatti. Si vive il dolore di Maggie nel tempo, ma è come se mancasse quel qualcosa in più.

Non importa quanto si sforzi di essere un’altra persona, il dolore non va in vacanza. Il dolore sta lì a ricordarti chi sei.

Passiamo ora, invece, agli aspetti positivi della storia.
Non so se a voi ha ricordato qualcosa la lettura di questa storia, ma a me ha fatto ripensare al film “Un principe tutto mio” (2004) con Julia Stiles e Luke Mably. Un film che consiglio di vedere alle amanti del genere. L’autrice comunque ci tiene a precisare che ha preso spunto dal film “Vacanze romane” (1953) con Audrey Hepburn e Gregory Peck.

Mi sono piaciuti tantissimo entrambi i protagonisti perché l’autrice ha saputo caratterizzarli in maniera davvero ottima soprattutto dal punto di vista psicologico, grazie anche all’alternanza della narrazione dal punto di vista di Maggie e Viktor.

Quello che potrebbe “spaventare” è la lunghezza del romanzo. 450 pagine non sono poche, è vero, ma avendo un salto temporale a metà della storia era inevitabile dividerla in due parti. Questo ha sicuramente aiutato per capire la potenza del sentimento tra i due protagonisti.

Altro aspetto molto apprezzato è stata la scelta di dare un aspetto familiare al romanzo. Cerco di spiegarmi meglio. L’autrice non ci racconta solo la classica storia d’amore tra un principe e la fortunata futura principessa, ma scrive di persone che hanno dovuto rivedere i propri passi convivendo con dolori che non sempre è facile affrontare e spiegare. Soprattutto Maggie che ha cambiato totalmente la sua vita pur di essere di sostegno ai suoi fratelli.
Direi quindi che il romanzo è promosso, che ne dite?

voto 4/5

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