La stirpe della gru di Joan He
In questa domenica di pioggia sono qui. È vero, è domenica ma i libri non riposano mai e quindi di conseguenza nemmeno io. Quindi oggi, giorno per me anomalo per pubblicare una recensione, sono qui per parlarvi della mia ultima lettura di questi ultimi giorni. La stirpe della gru di Joan He è uscito lo scorso martedì per Mondadori.

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La principessa Hesina di Yan ha sempre desiderato sfuggire alle responsabilità della corona, per vivere nell’anonimato. Ma quando il suo amato padre muore, viene gettata nell’arena dei giochi di potere e diventa all’improvviso sovrana di un regno incredibilmente instabile. Per di più, Hesina è convinta che il re sia stato ucciso, e che l’omicida sia qualcuno che le è molto vicino.
La corte è piena di ipocriti e delatori che non vedono l’ora di approfittare della morte del monarca per accrescere la propria influenza: ciascuno di loro potrebbe essere l’assassino. I suoi consiglieri vorrebbero che Hesina accusasse il regno confinante di Kendi’a, il cui governante ha già radunato le truppe per la guerra.
Determinata invece a trovare il vero colpevole e con qualche dubbio sulla fedeltà della sua stessa famiglia, Hesina compie un gesto disperato: si rivolge a un’indovina, il Giaggiolo argenteo. Un atto di tradimento, punibile con la morte, poiché la magia nel regno di Yan è da secoli vietata dalla legge.
Seguendo le parole della veggente, Hesina chiede aiuto ad Akira, un delinquente patentato dalla mente brillante e acuta, un detenuto che nasconde più di un segreto. Il futuro del regno di Yan è in pericolo: riuscirà Hesina ad avere giustizia per suo padre? O il prezzo da pagare sarà troppo alto?
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Sapete quando avete quelle aspettative così alte ma che poi all’improvviso si perdono con il tempo?! Questo libro doveva uscire verso la fine dello scorso anno, ma sappiamo tutti che il 2020 è stato un anno alquanto difficile sotto molti aspetti e quindi la pubblicazione de La stirpe della gru è slittata a quest’anno.
Mi aspettavo tantissimo da questo romanzo. Mi aspettavo un viaggio alla scoperta di un nuovo mondo e, in parte, così è stato… ma c’è un grande ma.
Quello che sicuramente ho apprezzato maggiormente è stata la scelta dell’ambientazione. Il mondo asiatico per me è un mondo “sconosciuto” dal punto di vista della lettura. E quindi poter leggere finalmente un libro ambientato in un “nuovo” mondo mi ha veramente affascinata.
Imparare a governare era un passatempo che succhiava tutte le energie.
L’elemento che, però, mi è mancato più di tutto il resto è il potermi immedesimare nella protagonista. Quando leggo un libro mi piace sempre trovare qualcosa di me in un personaggio, ma purtroppo con il personaggio di Hesina ho avuto grandi difficoltà. E questo ha “penalizzato” la lettura del romanzo. Ovviamente è un’opinione molto soggettiva ma, quando scrivo una recensione, voglio essere sincera fino in fondo.

Sullo stile dell’autrice, invece, nulla da dire perché ha una grande capacità di tenere incollato il lettore alle pagine. Anche se avrei approfondito maggiormente i personaggi. Le loro descrizioni sono a volte troppo superficiali e cercare di immaginarli nella mia mente è stato davvero difficile (cosa per me molto grave). Ho cercato in particolare di dare un volto alla protagonista, e nessuno mi toglieva dalla mente il viso di Mulan (per mia scelta). Dalla lettura si evincono maggiormente gli aspetti caratteriali dei protagonisti, ma gli aspetti fisici sono quasi assenti.
La He, comunque, affronta tematiche importanti e pone la sua attenzione sul concetto di famiglia. Hesina, infatti, ha un forte legame con suo padre e il suo voler a tutti costi scoprire cosa sia successo rappresenta il perno centrale attorno al quale ruota la trama del romanzo.
Altro concetto molto importante è la visione del giusto. Hesina stessa si trova quasi costretta a salire al trono. E il suo voler a tutti costi scoprire la verità le farà dubitare anche della famiglia stessa. Insieme a lei cercheremo di capire quale sia la realtà dei fatti. Dubiteremo di chiunque e non ci fideremo di nessuno.
La stirpe della gru per me rappresenta un “buon” libro, ma che mi ha lasciata un pochino perplessa perché c’è veramente troppa carne al fuoco. È un romanzo d’esordio, ma delle basi buone per il futuro ci sono. Peccato per il finale, però, lasciato troppo in sospeso e quasi “senza senso”.
Se volete sapere cosa ne pensano le altre mie compagne di avventura vi lascio il calendario qui sotto. Ringrazio InfermieraNerd e La stanza dei libri per l’organizzazione dell’evento e la Mondadori per avermi fornito la copia digitale del romanzo.



