[Review Party] La donna che non invecchiava più di Grégoire Delacourt
La donna che non invecchiava più di Grégoire Delacourt
[Prezzo: 15 € Prezzo e-book: 7.99 €]
Ci sono quelle che non invecchieranno mai, perché se ne sono andate troppo presto. Ci sono quelle che invecchiano senza troppi patemi, perché hanno altro a cui pensare. Ci sono quelle che fanno di tutto per sembrare più giovani, per negare il tempo che passa, per tenersi stretto il marito…e a volte finiscono per perdere tutto. E poi c’è Betty. Betty che, misteriosamente, smette di invecchiare appena compiuti i trent’anni – la stessa età che aveva la madre al tempo della sua tragica e prematura scomparsa. Sul volto di Betty il tempo scorre innocuo e trasparente come acqua. Sarà forse lo sguardo intenso e innamorato e di suo marito a tenere lontane le rughe? A scongiurare gli effetti degli anni che passano inesorabili?
Man mano che la sua “anomalia” si fa più evidente, la vita un tempo tranquilla di Betty comincia a vacillare. Perché un volto senza età è un volto senza storia, senza ricordi, senza passioni. Uno specchio vuoto in cui, presto o tardi, gli altri cessano di riconoscersi.
Recensione
Ho letto la trama del romanzo La donna che non invecchiava più e subito ne sono stata catturata. Impossibile non trovare dei riferimenti con il film Adeline – L’eterna giovinezza del 2015 (con Blake Lively, Michiel Huisam, Harrison Ford). Una donna che non invecchia e vede scorrere la vita degli altri.
Improvvisamente ero una nuova me, neve immacolata; avevo trovato un fuoco, mi sembrò che non avrei mai più avuto freddo e mi misi a ridere, una risata da bambina, un’epifania.
Il romanzo racconta la vita di una donna che ama la vita a tal punto che arriva a odiarla.
Come puoi vivere quando tutti quelli che ti circondano vivono giorno per giorno apprezzando il tempo che passa e tu sei ferma all’età di trent’anni? Tutti invecchiano tranne te. Cosa faresti?
Ma la felicità, lo sanno tutti, è un’ospite lunatica. A volte abbandona la tavola senza preavviso, senza una ragione.
Betty è cresciuta grazie all’amore di sua madre e suo padre. Una famiglia all’apparenza felice. Una famiglia che, nonostante le difficoltà, ha permesso a Betty di diventare una donna. Un padre rimasto segnato dopo l’Algeria. Una madre che ha lasciato in Betty la voglia di vivere al cento per cento, senza paure.
L’amore risiede anche nell’attesa e nella distanza, nella pazienza e nell’incanto. Perché lui c’è.
Betty ha conosciuto il vero amore. Un amore nato per caso. Un uomo, poco più grande di lei, ma che ha fatto breccia nel suo cuore. Costruire qualcosa con lui è possibile finché non arriva l’inevitabile. Lui invecchia, come è normale che sia, ma Betty rimane sempre la ragazza di trent’anni. È invidiata da tutti. E se all’inizio questo poteva gratificarla, con il tempo si renderà conto che la sua “maledizione” non potrà che portare dolore e lontananze.
Forse diventiamo coloro che ci mancano. Forse riempiamo il vuoto per angoscia del vuoto. Forse cristallizziamo ciò che sono stati per tenerli al nostro fianco per sempre.
Uno stile scorrevole aiuta a leggere il romanzo in poche ore. La narrazione è sempre in prima persona. In tal modo l’autore ha potuto descrivere, nella sua integrità, la figura di Betty e il suo amore/odio per la vita. Si attraversano varie fasi della protagonista dove c’è tanto amore, ma al tempo stesso anche molta sofferenza. La donna che non invecchiava più è anche il viaggio della vita.

Partecipano, insieme a me, al review party di oggi:




