Sorcery of Thorns di Margaret Rogerson
Ciao Readers e buon inizio settimana! Questo 2021 mi sta davvero sorprendendo. Sto leggendo davvero bei libri e c’è stata, al momento, solo una delusione da inizio anno. Quei libri che sto davvero rivalutando in positivo sono gli autoconclusivi come Sorcery of Thorns di Margaret Rogerson, edito Mondadori.

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Trovatella allevata in una delle Grandi Biblioteche di Austermeer, è cresciuta in mezzo agli strumenti della stregoneria: grimori magici che sussurrano e sferragliano catene. Se provocati, si trasformano in mostri inquietanti di cuoio e di inchiostro.
Ciò cui Elisabeth ambisce è diventare una guardiana, incaricata di proteggere il regno dalle minacce della magia. Il suo disperato tentativo di impedire l’atto di sabotaggio che libera il grimorio più pericoloso della biblioteca finisce per ritorcersi contro di lei: ritenuta coinvolta nel crimine, viene condotta nella capitale, in attesa di interrogatorio.
L’unica persona su cui può fare affidamento è il suo nemico di sempre, il Magister Nathaniel Thorn, con il suo misterioso servitore; ma tutto sembra intrappolarla in una congiura secolare, che potrebbe radere al suolo non solo le Grandi Biblioteche, ma anche il mondo intero.
A mano a mano che la sua alleanza con Nathaniel si rafforza, Elisabeth inizia a mettere in discussione tutto quello che le hanno insegnato sui maghi, sulle biblioteche che ama così tanto, e soprattutto su se stessa. Perché Elisabeth ha un potere che non avrebbe mai sospettato, e un destino che non avrebbe mai potuto immaginare.
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Ricordo di aver comprato la mia copia di Sorcery of Thorns non appena uscita nelle librerie, ma ho aspettato che il libro stesso mi chiamasse per leggerlo… e questa frase non potrebbe essere più che adeguata a questo romanzo. Sapete perché? Perché i libri in questo romanzo parlano e possono trasformarsi in mostri terrificanti fatti di inchiostro.
Una vera figlia della biblioteca. Nelle sue vene scorrevano inchiostro e pergamena. La magia della Grandi Biblioteche viveva nelle sue stesse ossa. Facevano parte di lei, come lei di loro.
Elisabeth ha sedici anni, è orfana e ha sempre vissuto nella biblioteca di Summershall. Il suo sogno è quello di diventare una guardiana dei grimori magici che le Grandi Biblioteche custodiscono. Un compito arduo e difficile ma Elisabeth ha le idee chiare ed è quello che vuole per il suo futuro… fino a quando la direttrice della sua biblioteca viene trovata assassinata e un grimorio ha preso vita trasformandosi in un Malefict.
L’avventura che si troverà a vivere non sarà certamente una delle più facili. Passerà giorni difficili in quanto tutti sembrano convinti che la reale colpevole della morte della direttrice sia lei. L’unico che sembra prendere, però, le sue parti è il magister Nathaniel Thorn, accompagnato dal suo misterioso servitore.
Si aspettava che Nathaniel la fissasse come tutti gli altri, come se fosse impazzita, perché anche lei sentiva di essere pazza, e invece il modo in cui lui la guardava era… era come girare un angolo e incontrare inaspettatamente il proprio sguardo in uno specchio, quella frazione di secondo in cui i tuoi stessi occhi spaventati appartengono a uno sconosciuto.
Nathaniel è poco più grande di Elisabeth e porta sulle spalle il peso di una famiglia di maghi che hanno fato della negromanzia una vera e propria ragione di vita… e Nathaniel questo non riesce a sopportarlo. Non vuole seguire la strada dei suoi antenati e il suo servitore, Silas, gli resta accanto in ogni momento per evitare che il potere lo travolga.
La maggior parte della gente a un certo punto smette di credere alle favole. Perché tu hai continuato, mentre il resto del mondo no?
Per chi mi ha seguito su Instagram nei giorni scorsi sa che ho iniziato la lettura di Sorcery of Thorns e avrei voluto terminarla in pochissimo tempo, complice uno stile narrativo super scorrevole il cui merito va alla traduttrice.
Il mondo creato dalla Rogerson è, per certi aspetti, qualcosa di giù visto ma l’idea di creare un mondo magico dove i libri hanno la possibilità di animarsi mi ha letteralmente affascinata. Mi sono immaginata, infatti, come sarebbe se anche i miei libri avessero la medesima possibilità di mostrarmi la loro anima. L’atmosfera che si respira è davvero magica.
Nulla da dire sull’edizione cartacea di questo romanzo che riporta la copertina originale e al suo interno è presente una mappa, sia sotto la copertina e sia nelle prime pagine del romanzo. In questo modo è più facile capire gli spostamenti dei nostri protagonisti. E poi vogliamo parlare della meravigliosa fanart che l’editore ha scelto di inserire all’interno? No dico, l’avete vista? È meravigliosa! E poi le pagine viola?! Wow!

Comunque ultimamente, come vi avevo accennato all’inizio, sto rivalutando i libri autoconclusivi. Ma c’è un ma! La pecca è che alcuni eventi si svolgono troppo velocemente e anche la caratterizzazione dei personaggi ne risente. Sorcery of Thorns nasce, infatti, come libro singolo e avrei preferito avere, quindi, almeno 150/200 pagine in più per approfondire alcuni avvenimenti. Anche la storia d’amore l’ho trovata leggermente superficiale e inserita in maniera “forzata” nella storia.
Comunque non mi sento di dare meno di 4, come voto, perché comunque il libro mi è piaciuto nonostante un finale che lascia aperto uno spiraglio per il futuro… forse la Rogerson scriverà il seguito? Chi lo sa, mai dire mai… E comunque io le leggerei!



