Sette lettere, un destino di J.P. Monninger
Sette lettere, un destino di J.P. Monniger è il secondo romanzo che leggo dell’autore. Dopo La mappa che mi porta a te, che ho amato follemente, avevo altissime aspettative su questo suo secondo romanzo, ma…
Il libro racconta la storia di Kate che è in viaggio per l’Irlanda alla scoperta delle isole Blasket. Qui incontrerà Ozzie, un uomo con un passato doloroso e per il quale proverà sentimenti contrastanti. Ora, fino a qui sembrerebbe il classico romanzo rosa con il lieto fine, ma qualcosa non mi ha convinta. Speravo di appassionarmi di più alla storia. Ho sentito i protagonisti molto distanti.
Kate è una ragazza con dei sogni nel cassetto. Arriva in Irlanda con la convinzione che quello è il suo posto. Le sue origini irlandesi rappresentano un punto importante della sua vita, perché la fanno sentire più vicino a suo padre. Il rapporto con la madre non è dei migliori e la sua unica e migliore amica è rimasta in America. Ozzie, invece, è un ex militare e la sua vita è fatta di piccole cose. Vive facendo il pescatore e ha una paura folle di affrontare il passato.
Il rapporto tra i due cresce in maniera esponenziale nell’arco di pochi capitoli. Si innamorano l’uno dell’altra troppo velocemente. Non è realistico perché sembra tutto troppo forzato e frettoloso. Lei abbandona improvvisamente le sue ricerche per vivere una vita totalmente diversa insieme a Ozzie. Che ne è stato dei suoi sogni e progetti?
Arriva poi il punto di svolta e il romanzo si concentra sulle conseguenze psicologiche di Kate. Lei intraprende un viaggio alla ricerca della verità e scopre qualcosa sul passato di Ozzie. Fino alla fine si ha come la sensazione che Sette lettere, un destino non abbia un lieto fine, ma così non è…
Lati positivi della lettura ci sono stati. Sicuramente l’ambientazione in Irlanda, che l’autore ha saputo trasportare con passione tra le pagine, e il suo stile di scrittura che rimane sempre molto scorrevole. Ho finito Sette lettere, un destino in un solo giorno. Però, ecco, mi aspettavo di più, soprattutto perché affronta anche il tema dell’alcolismo senza però approfondirlo…peccato!


Prezzo: 17.90 € E-book: 9.99 €
Doveva essere un semplice viaggio alla scoperta delle affascinanti isole Blasket, un tempo cuore dell’Irlanda e della sua letteratura e ora abitate soltanto dal vento e dal silenzio.
Un anno sabbatico per completare la tesi di dottorato sulle donne che avevano abitato quei luoghi circondati dal mare, poi Kate sarebbe tornata nel New Hampshire, alla sua vita che era riluttante a lasciare.
Ma quando arriva sulle coste irlandesi, i suoi piani vengono inaspettatamente sconvolti: la ragazza è investita dal fascino di quei luoghi magici e selvaggi, di quelle distese color verde brillante battute dai venti, accarezzate dall’aria salmastra e dalla foschia del mattino.
E dall’amore per un uomo misterioso: Ozzie Ferriter, un pescatore americano di origini irlandesi, reduce dalla guerra in Afghanistan, che nella solitudine di quella terra cerca rifugio da un passato che lo tormenta.
Kate e Ozzie, travolti da una passione incontenibile, iniziano a costruirsi una vita sulla costa rocciosa dell’Irlanda, dove è il mare a scandire il tempo, tra la pesca di sgombri e merluzzi e il calore dei fuochi di torba.
Insieme credono di poter cambiare il corso del destino rifugiandosi su un’isola tutta loro, costruita a proteggerli dagli obblighi e dalle pressioni dell’oceano che li circonda, convinti che il loro folle amore possa spazzare via ogni ostacolo.
Quando, però, i vecchi demoni di Ozzie e i sogni ambiziosi di Kate busseranno alla porta della yurta in cui vivono, quell’amore e la fiducia reciproca saranno messi a dura prova.
E l’isola felice, solitaria e pacifica che si sono costruiti sembrerà d’un tratto a Kate una prigione da cui voler scappare. Ma così come ci sono ferite che resistono alla forza dell’amore, è anche destino che alcune storie debbano fare giri immensi per trovare il proprio lieto fine.


