Recensione Hedera di N. Targhetta, E. Anderle, I. Bruno, E. Belgrado
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Hedera di N. Targhetta, E. Anderle, I. Bruno e E. Belgrado

Uno degli acquisti fatti durante la fiera di Roma Più libri più liberi è stato Hedera di Nicolò Targhetta, Ernesto Anderle, Irene Bruno e Eugenio Belgrado, edito dalla casa editrice Becco Giallo. Questo titolo lo avevo già adocchiato da tempo e, dopo opera di convincimento del mio migliore amico, ho deciso di acquistarlo.

Hedera di Nicolò Targhetta, Ernesto Anderle, Irene Bruno e Eugenio Belgrado (copertina)

Cartaceo: 22 €

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Dartmoor, Inghilterra, 1826. Il corpo di Edith Wilton, giovane donna dai lunghi capelli rossi, viene ritrovato senza vita sulla riva di un fiume, completamente avvolto da hedera helix o edera comune. A eseguire la sua autopsia è il dottor Charles Norland, un uomo di scienza tormentato dai ricordi della guerra anglo-nepalese, che si è da poco rifugiato nel Devonshire in cerca di pace. L’edera è ovunque, tra i capelli della ragazza, nei vestiti, fra le dita dei piedi, e la prima supposizione del medico è che si tratti di suicidio.

Ma è solo l’ipotesi più logica di un mistero che ben presto perde ogni aspetto di razionalità e inizia a mietere nuove vittime. Chi era davvero Edith Wilton? La ricerca della verità sulla morte della ragazza dell’edera si trasforma lentamente in un’ossessione, trascinando il dottor Norland in una realtà popolata da antichi riti celtici e da una natura potente e inquieta. Una realtà primordiale che sfugge alle regole dell’uomo, di cui il villaggio di Dartmoor sembra essere la porta e la giovane Edith Wilton la chiave.

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Non mi capitava da tanto tempo di leggere un libro in un solo giorno e sono felice che Hedera sia riuscito a catturarmi tra le pagine per regalarmi una storia bellissima e inaspettata. Leggendo la trama, infatti, sembrerebbe si tratti di un giallo storico ma è ben di più. È un mix di generi mescolati in maniera perfetta. È onirico, particolare, gotico e ricco di illustrazioni che è impossibile non amare.

Immagine tratta da Hedera
© Becco Giallo ♥ Foto: Tra le pagine di un libro mi troverai

Ci troviamo catapultati nel 1826 nel Dartmoor, altopiano situato nella contea inglese del Devonshire. Avvolto nell’hedera helix c’è il corpo senza vita di Edith Wilton. Il Dr. Charles Norland, ormai stabilitosi da quelle parti, viene coinvolto per scoprire la verità sulla morte della ragazza. Quello che, però, non immagina è che si troverà catapultato in un mondo misterioso pieno di enigmi e di sogni quasi reali. Il volto di Edith lo tormenta. Non riesce a non pensarla.

Era Edith. Anche lei piangeva. Mi abbracciava e mi stringeva. Diceva finalmente, finalmente sei arrivato. E io avrei voluto chiederle dove ci trovassimo ma non riuscivo a parlare, riuscivo solo a stringerla fra le mie braccia.

Sembra quasi di leggere una storia che non ha mai fine, che ti trascina alla scoperta di un mistero dal quale emergono persone e creature mai viste. Non è solamente la risoluzione del giallo legato alla morte di Edith, ma è qualcosa di più. Credetemi è difficile da spiegare. Credo, infatti, sia la prima volta che mi capita di leggere un libro, amarlo e trovare “difficoltà” nella scrittura della recensione.

Per la prima volta dopo molto tempo mi sembrava che tutta la natura, dai boschi ai prati al fiume, fosse lì per me, per aiutarmi, per farmi sentire meno sola.

Hedera è una storia per chi ama il mistero, l’amore e la magia. Una storia da leggere tutta d’un fiato che ti permette di viaggiare con la mente ed entrare in un mondo fatto di sogni. È un libro così particolare che si ama o si odia. Io stessa non sono molto amante dei libri onirici ma Hedera ha totalmente stravolto le mie aspettative. Mi ha attirata in un vortice dal quale sono poi uscita portando con me belle emozioni.

voto 4/5

 

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