La maledizione del re lupo di Tessonja Odette
Se amate i retelling e La Bella e la Bestia, allora La maledizione del re lupo di Tessonja Odette, edito dalla casa editrice Sága Edizioni, potrebbe essere il romanzo che stavate cercando.

Cartaceo: 15,90 € eBook: 3,99 €
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Quando uno scandalo le spezza il cuore e le macchia la reputazione, Gemma Bellefleur cerca disperatamente il modo per lasciarsi il passato alle spalle e concedersi un nuovo inizio. E l’occasione propizia sembra presentarsi quando la sua famiglia si trasferisce nella leggendaria Faerwyae, l’isola governata dai fae. Nel tentativo di procurarsi la tanto sospirata indipendenza, Gemma fa un passo falso e viene catturata da un intrattabile lupo fae pronto a tutto pur di spezzare la maledizione che condiziona la sua vita e quella del suo branco.
La ragazza quindi è costretta a contravvenire alla regola più importante: mai stringere un patto con un fae. Tra lezioni di ballo e sotterfugi, tra romanzi d’amore e fiocchi di neve, la ragazza e il re lupo si scoprono sempre più simili, e Gemma si ritroverà impegnata in una disperata corsa contro il tempo per salvare il re lupo e tutto il suo branco.
Recensione
La maledizione del re lupo di Tessonja Odette era nella mia wishlist da davvero tanto tempo. Poi un giorno, dopo aver letto la notizia dell’uscita del secondo romanzo della serie, ho deciso di comprarlo.
Avevo altissime aspettative riguardo questo libro perché seguo l’autrice su Instagram e vedevo spesso post dei suoi libri letti da tantissime persone. E sono contenta perché il libro mi è piaciuto, soprattutto perché i richiami a La Bella e la Bestia sono veramente tanti. Essendo al secondo posto dei miei cartoni preferiti della Disney (al primo ci sarà sempre Il re leone) mi è sembrato di riviverlo in una chiave diversa.
«Combatterà per ottenere ciò che vuole. Complotterà, tramerà e contratterà per assicurarsi un futuro migliore. Anche a costo di perdere un pezzo di sé per arrivarci. Purtroppo, dovrò farlo anch’io.»
Il romanzo mi ha portato un po’ nelle atmosfere ottocentesche con richiami fantasy, elementi che mi hanno fatta appassionare maggiormente alla storia. Pur avendo occasione di leggere solo quando viaggio in treno, l’ho letto in pochissimo tempo.
L’autrice, pur rimanendo fedele al cartone che tutti noi conosciamo, ha dato via libera alla sua fantasia modificando alcuni personaggi e la maledizione stessa.
Lui si china verso di me, e io faccio lo stesso. La sua bocca si sposta sul lato del mio viso, dove sussurra quella che è diventata la nostra più profonda espressione di adorazione. «Mi fai sentire come i libri.»
Se Gemma e il nostro fae (non voglio svelarvi nulla sul suo nome) sono comunque molto simili ai protagonisti del cartone, qui il papà di Gemma è davvero la cattiveria fatta persona. Un padre che non riesce ad amare una figlia, perché lei vuole solo essere libera, non è degno di essere chiamato padre. Per me ha rappresentato il vero villain della storia. Un uomo senza cuore e capace solamente di infliggere dolore.
La scelta della maledizione l’ho apprezzata. Abbiamo sempre delle rose come protagoniste ma quello che la maledizione richiede per essere spezzata è ben diverso da un semplice “Ti amo”. C’è molto di più a rischio e tutti potranno perdere tutto. L’unica scelta narrativa che non mi ha convinta è come il tutto si risolve troppo velocemente alla fine.
La storia d’amore non è spicy ma mantiene una delicatezza che mi è piaciuta. Non c’è nulla di forzato ma è un gioco di sguardi tra due persone che non potrebbero essere più diverse. Il loro legame cresce lentamente e mi è piaciuto come entrambi abbiano smussato lati del loro carattere per trovarsi.



