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Un assassino alle porte di Sabaa Tahir

Bentornati Readers sul blog per una nuova recensione. La mia scelta di leggere una saga completa si sta rivelando davvero una scelta ottimale. Come avrete capito, dopo Il dominio del fuoco e Una fiamma nella notte, oggi vi parlo del terzo romanzo della serie An ember in the ashes di Sabaa Tahir, Un assassino alle porte, edito dalla casa editrice Nord.

Un assassino alle porte di Sabaa Tahir (copertina)

Genere: Fantasy
Prezzo: 19 € E-book: 9.99 €

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Da anni, l’Impero governa col pugno di ferro, proibendo la scrittura e punendo chiunque non si assoggetti alla sua rigida disciplina. Negli ultimi tempi, però, la morsa di oppressione si è fatta ancora più stringente. Molti pensano sia una reazione volta a soffocare la ribellione nel sangue. In realtà, dietro quel cambiamento si cela la lunga mano del Signore della Notte, un essere tanto antico quanto potente, che sfrutta l’Imperatore per trovare i frammenti della Stella, un manufatto magico che, se riassemblato, consentirebbe ai suoi ginn d’invadere il mondo, seminando il caos.

Elias e Laia sono tra i pochi a conoscere la verità e, per sventare quel piano malvagio, sono pronti a tutto, anche a rinunciare al loro amore. La missione, infatti, impone loro di separarsi. Laia deve andare a Marinn, per radunare un esercito che combatta l’Impero al fianco della resistenza, mentre Elias è stato scelto per aiutare la Traghettatrice di Anime, custode dei defunti. Da quando il Signore della Notte fomenta guerre e tumulti, gli spiriti sono inquieti e rischiano di distruggere il confine che separa il regno dei vivi da quello dei morti.

A Elias si prospetta quindi una scelta impossibile: accettare il suo destino e non rivedere mai più la donna che ama, o seguire il cuore e lasciare che tutti ne paghino le conseguenze…

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Il ricordo è nel dolore. Il ricordo è laddove risiede la sofferenza più grande, la rabbia più grande.

Un assassino alle porte rappresenta in pieno il romanzo della filosofia #mainagioia.  Arrivati al terzo romanzo della serie diventa sempre più difficile scrivere una recensione su questa serie ma la Tahir è in grado di estirparti emozioni sepolte. È il romanzo che ci prepara alla fine tassello dopo tassello.

Ormai è tutta una corsa contro il tempo perché il Signore della Notte sta raggiungendo i suoi scopi. Manca solo un pezzo importante per ricreare la Stella, l’arma più potente al mondo, e ogni piano dei nostri protagonisti sembra fallire.

La speranza è più forte della paura. È più forte dell’odio.

Un assassino alle porte è stato quello più lento dal punto di vista narrativo, secondo me, soprattutto nella parte iniziale. Poi, però, c’è un colpo di scena che mi ha letteralmente sconvolta. Non me l’aspettavo minimamente e l’autrice in questo è stata bravissima nel mantenere tutto nel mistero fino alla fine.

Comunque si confermano le mie idee. Il personaggio che continuo ad apprezzare tantissimo è Helene, perché è un personaggio ricco di luce e ombre e capace di spegnere le sue emozioni. È un personaggio che continua ad affrontare dolore e paure ma tenendo saldi il suo credo, la sua identità e la sua integrità. Crede in qualcosa più grande di lei ed è disposta a tutto pur di dare un futuro a un Impero diverso da quello attuale.

Le nostre storie non sono ossa abbandonate sulla strada, alla mercé di qualsiasi animale affamato. Le nostre storie hanno uno scopo. Un’anima. Le nostre storie respirano, Laia di Serra. Le storie che raccontiamo hanno potere, ma quelle che non raccontiamo ne hanno altrettanto, se non di più. Ti canterò una storia che è stata a lungo taciuta. La storia di un nome e del suo significato. Di come quel nome conti più di qualsiasi altra parola esistente. Però devo prepararmi, perché storie del genere sono draghi che emergono da un pozzo profondo in un luogo buio.

Laia l’ho trovata leggermente sottotono in questo romanzo. Rimane leggermente in ombra per buona parte della storia finché il colpo di scena, di cui vi parlavo prima, la coinvolge direttamente. E devo dire che mi è piaciuto come ha reagito e ha dimostrato ancora di più quanto il suo personaggio sia cresciuto e maturato.

Un assassino alle porte fan art
© Shane Rebenschied

Cosa dire di Elias? Dopo i fatti accaduti in Una fiamma nella notte, Elias sta cercando in tutti i modi di mantenere viva la sua umanità. Le nuove responsabilità lo stanno trascinando via da Laia in maniera così veloce da non potergli dare modo di trovare una reale e concreta soluzione per entrambi. Ora sono più che mai distanti e questa lontananza li ferisce entrambi nel profondo.

Il Signore della Notte continua ad essere affascinante per il suo essere malvagio. La scelta di dare voce ai suoi pensieri con dei capitoli scritti proprio dal suo punto di vista mi ha fatto entrare maggiormente nel suo essere. Se da una parte sembra sia facile odiarlo, dall’altra cerco anche di capire cosa lo spinga a fare quello che fa e perché il suo odio sia così radicato nella sua anima.

Maledetto, questo mondo, per ciò che fa alle madri, per ciò che fa alle figlie. Maledetto per la sua volontà di renderci forti attraverso la perdita e il dolore, strappandoci di continuo il cuore dal petto. Maledetto per il modo in cui ci costringe a sopportare.

Quella che, invece, rimane ancora “sconosciuta” ai miei occhi è il personaggio della Comandante. Ha un’anima talmente tanto nera e cattiva che non riesco a decifrare. Il suo unico obiettivo sembrerebbe essere quello di far del male alle persone senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze. Avendo, però, capito quanto la Tahir abbia piacere nel sconvolgere i propri lettori, mi aspetto, dopo la lettura di Un assassino alle porte, i fuochi d’artificio per l’ultimo romanzo della serie Il cielo oltre la tempesta, che sto leggendo proprio in questi giorni.

voto 4/5

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