Recensione Il cielo oltre la tempesta di Sabaa Tahir
Recensioni

Il cielo oltre la tempesta di Sabaa Tahir

Ciao Readers. Eccomi finalmente tornata per parlarvi dell’ultimo romanzo della serie An ember in the ashes, Il cielo oltre la tempesta, di Sabaa Tahir, edito dalla casa editrice Nord. E mentre sono qui cercando di trovare le parole giuste per parlarvene sto ascoltando la musica di George Ezra.

Se state leggendo questa recensione, vi lascio i link per i primi tre romanzi della serie: Il dominio del fuoco, Una fiamma nella notte e Un assassino alle porte.

Il cielo oltre la tempesta di Sabaa Tahir (copertina)

Cartaceo: 19 € E-book: 9.99 €

Acquistalo su Amazon

«Averla Sanguinaria, Laia di Serra, Traghettatore di Anime. Il vostro destino è intrecciato. Se uno fallisce, tutti cadranno. Se uno muore, gli altri lo seguiranno. Tornate dove tutto è cominciato e troverete la verità. Combattete con tutte le vostre forze, fino alla fine, altrimenti perderete ogni cosa.»

È questa la profezia che viene fatta al Traghettatore di Anime prima che, con un incantesimo, gli vengano restituiti tutti i ricordi che aveva perduto. Adesso può ricordarsi di Helene, l’Averla Sanguinaria, sua migliore amica e compagna d’armi, che ha sacrificato tutto ciò in cui credeva per aiutarlo; di Laia di Serra, della loro fuga da un Impero tiranno che ha vietato l’arte e la cultura, e del profondo amore che li legava e cui ha dovuto rinunciare; e di sé stesso, Elias, guerriero addestrato a difendere lo stesso regime cui si è ribellato.

Ed è fondamentale che torni a essere sé stesso, perché la battaglia finale sta per cominciare: lo spietato Signore della Notte ha risvegliato un’orda di spettri, che ora vaga per le terre mortali, pronto a distruggere chiunque provi ad ostacolare la sua vendetta. Solo Elias può riunire i prescelti e compiere la profezia. E non importa se, per riuscirci, dovrà compiere un sacrificio estremo…

♦♦♦

Siamo arrivati alla fine di una saga. L’ultimo libro che conclude una delle serie più belle lette negli ultimi anni e per questo non smetterò mai di ringraziare Maria Cristina del blog Chronicles of a bookaholic per aver organizzato il gruppo di lettura (nel quale io ero ovviamente in super ritardo). Questo 2022 l’ho iniziato leggendo veramente dei bellissimi libri e Il cielo oltre la tempesta ha conquistato un posto speciale nel mio cuore e non mi resta che spiegarvi perché.

È una tortura amare perdutamente una persona senza nessuna speranza di essere ricambiati. Non c’è rimedio, non c’è cura, non c’è conforto.

La Tahir è sadica perché sgancia, senza preavviso, delle bombe a mano tra una pagina e l’altra ed è quasi impossibile non reagire piangendo o lanciando il libro fuori dalla finestra. Io, per chi ha seguito le mie storie su Instagram, ho scelto ovviamente la prima opzione usando scorte di fazzoletti (P.S. evitate di piangere in treno perché la gente si preoccupa come è successo a me quando ho finito Il cielo oltre la tempesta). Non ero assolutamente pronta a quello che la Tahir aveva in mente. Anzi, a dirla tutta ero arrivata a circa metà libro e avevo come l’impressione che la storia stesse rallentando… Come potete immaginare mi sono ricreduta dopo, circa, dieci pagine.

Per me, Elias, il desiderio non è semplice. Non è protezione. Non è calore. È un fuoco che non offre luce, ma solo un ardore rovinoso e logorante. E, più a lungo lo reprimi, più lui brucia. Dimentichi la protezione. Dimentichi il calore. Restano soltanto ciò che vuoi e che non puoi avere, e la desolazione che ne consegue.
fan art Il cielo oltre la tempesta
© Shane Rebenschied
È il punto debole della mia armatura, la falla nella mia difesa. Maledetto cuore traditore.

Perché con la Tahir è così: devi sederti, respirare con molta calma come se stessi prendendo una delle decisioni più importanti della tua vita e farti coraggio. Devi aprire il libro ed essere consapevole che non tutto può andare come vorresti. Devi essere pronta ad arrabbiarti, a piangere, a urlare e a lasciar libere le emozioni.

Guardo il suo viso e cerco… non lo so. Una risposta. Una ragione per quello che è successo. Un senso. Ma talvolta una ragione non c’è. Talvolta uccidi e detesti uccidere, ma sei un soldato fino al midollo, e così continui a farlo. I tuoi amici muoiono. I tuoi innamorati muoiono. E alla fine della tua vita l’unica certezza che hai non è di averlo fatto per qualche grandiosa ragione, bensì la crudele consapevolezza che qualcosa ti è stato tolto e qualcosa l’hai buttato via tu. E sai che porterai quel peso con te per sempre. Perché è un rimpianto che solo la morte può alleviare.

Una saga composta da quattro romanzi e due di questi hanno ottenuto il massimo dei voti. Per quanto mi riguarda, l’ultima volta che mi è capitata una cosa del genere avevo undici anni e stavo conoscendo un certo Harry Potter.

E, invece di odiare il mio cuore, ho iniziato a meravigliarmi della sua forza, del fatto che continui a battere con tanta insistenza. Io sono qui, sembra ricordarmi. Perché noi non siamo finiti. Dobbiamo vivere.

Credo sia la prima volta in assoluto che il personaggio che più ho amato in tutta la saga sia stato un personaggio per così dire “secondario”, anche se nel corso della saga la Tahir ne ha mostrato sempre di più alcuni aspetti caratteriali e psicologici nei quali mi sono rivista. Sto parlando ovviamente del personaggio di Helene. Un personaggio così ben costruito e sviluppato non mi capitava da tantissimo tempo. Helene è forte, coraggiosa e ama follemente. Ha ideali che vanno contro tutto ciò che ha conosciuto fin da bambina. Ragiona con la sua testa, è timida ma spavalda allo stesso tempo. Insomma, avrete capito che è il mio personaggio preferito.

Ovviamente ne Il cielo oltre la tempesta è impossibile dimenticarci dei nostri Laia e Elias. Siamo arrivati alla fine e per loro il destino sembra essere segnato fin dall’inizio. Il loro amore sarà messo a dura prova. Entrambi dovranno perdere qualcosa per ritrovare la pace e l’amore a cui tanto aspirano. Durante il corso degli eventi hanno sacrificato tanto di loro stessi. Hanno pensato in primis agli altri e a come poter aiutare coloro che hanno creduto in loro fin dall’inizio.

Se avete letto la recensione di Un assassino alle porte (vi lascio QUI il link), avrete sicuro notato come io abbia descritto il personaggio della Comandante. Una persona con un’anima nera, sporca e piena di rabbia. E in questo capitolo finale siamo riusciti finalmente a capire il perché di tutto questo odio. C’è un passaggio in particolare che mi ha totalmente annientata e nel quale ho versato circa dieci litri di lacrime.

Vorrei poter vivere mille vite per potermi innamorare di te mille volte. Ma, se questa è l’unica che abbiamo e avrò la gioia di condividerla con te, allora non mi mancherà mai nulla, se…

Ovviamente i momenti che mi hanno annientata ne Il cielo oltre la tempesta sono stati tantissimi e non posso svelarvi nulla perché rischierei di fare degli spoiler giganteschi. Vi posso, però, assicurare che non siete pronti.

È davvero un peccato pensare che questa saga sia poco considerata qui in Italia. E se mai la casa editrice si troverà, per puro caso, a leggere questa mia recensione ho solo una cosa da dirle: ristampate tutti i volumi e datele omaggio come se fosse la cosa più preziosa che avete pubblicato nel corso degli anni. Tutti meritano di leggere questa meraviglia!

voto 5/5

error: Content is protected !!