Recensione Paolo e Francesca di Matteo Strukul
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Paolo e Francesca di Matteo Strukul

È di qualche settimana fa l’occasione che la casa editrice Salani Editore ha dato a me e ad altri colleghi/e di intervistare Matteo Strukul. L’autore è nelle librerie con il romanzo Paolo e Francesca, primo titolo della nuova collana per ragazzi Nord Sud Edizioni.

Paolo e Francesca - Matteo Strukul (copertina)

Cartaceo: 9.90 € E-book: 5.99 €
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Due giovani alla scoperta dell’amore. Un destino travolto dalla storia. Una passione divenuta leggenda. Fra le torri e i castelli dell’Italia medievale si consuma una delle più grandi storie d’amore di tutti i tempi, quella fra Paolo Malatesta e Francesca da Rimini. Francesca ama i libri e le avventure di maghi e cavalieri, sogna un Lancillotto che le faccia battere il cuore. Nel suo destino, però, c’è un matrimonio combinato con il rozzo Giovanni Malatesta, guerriero spietato e conquistatore sanguinario.

La sua sorte sembra già scritta, almeno fino a che Francesca non incontra Paolo, il fratello di Giovanni venuto a sposarla per procura. Nell’attimo in cui si scambiano il primo sguardo, i due cognati sono già perduti, condannati a bruciare di un sentimento impossibile da vivere a pieno eppure troppo doloroso da reprimere.

La loro passione, resa immortale da Dante Alighieri nel canto V dell’Inferno, rivive fra le pagine di questo romanzo insieme allo splendore dell’Italia del tempo, con le sue corti e i tornei, gli intrighi e gli inseguimenti. Paolo e Francesca è il grande affresco di un amore tormentato in cui mito e storia si intrecciano; una ricostruzione avvincente e al tempo stesso rigorosa di un’epoca che non smette mai di affascinarci.

Recensione

Chi non ha studiato La Divina Commedia di Dante Alighieri alle scuole superiori?! Io ricordo perfettamente che quando al terzo anno iniziammo a studiare l’Inferno rimasi affascinata da come Alighieri raccontava questo viaggio tra i vari gironi dell’Inferno. Non sono certamente un’esperta ma la storia d’amore tra Paolo e Francesca, narrata nel V Canto, mi è rimasta impressa. Forse perché ricorda per certi versi la storia d’amore tra Romeo e Giulietta narrata da Shakespeare. Questo amore travagliato e impossibile che ha portato alla morte di entrambi.

In Paolo e Francesca abbiamo modo, come spiega l’autore, di provare a vivere quello che questi due ragazzi giovanissimi hanno provato sulla propria pelle. Un matrimonio non voluto e un amore così forte da rischiare tutto. Francesca è stata data in moglie a Giovanni Malatesta senza il suo consenso. Un matrimonio non voluto e dunque privo di ogni sentimento, se non quello per Paolo.

In questo romanzo l’autore si rapporta con il personaggio femminile con sincero risarcimento. La storia che conosciamo, infatti, è quasi sempre raccontata dal punto di vista maschile e, quindi, l’autore in qualche modo si connette alla sua parte femminile per riuscire a raccontare le parti più nascoste dell’animo femminile.

Una donna ha come il più sacro dei suoi compiti quello di procreare. Una moglie può così dare a suo marito un erede e una discendenza. Ma se non riesce in questo, allora è del tutto inutile.

Un elemento che mi ha fatto provare tanta rabbia è vedere come l’uso della donna come “forno di carne” sia sempre esistito. L’uso di questo termine, soprattutto nel Medioevo, era la normalità. La figura femminile storicamente è sempre stata vista debole. E quello che fa male è che erano spesso le stesse donne a pronunciare questo termine nei confronti di sorelle, amiche o conoscenti. Non c’era modo di cambiare le cose. Le donne che volevano ribellarsi a queste condizioni erano sempre malviste, trattate male, ripudiate se non addirittura uccise. Dove può arrivare la cattiveria umana?

Nelle parole di Strukul, comunque, traspare l’amore per la storia (per chi non lo conoscesse ha scritto tantissimi libri storici) e per il territorio italiano, specialmente la Romagna. Nelle sue descrizioni sembra di vivere in quei luoghi che profumano di storie da raccontare e da rivivere tra le pagine.

Il romanzo, come vi accennavo all’inizio, è sicuramente adatto a partire dai 13/14 anni. Anzi credo che studiare La Divina Commedia e integrare lo studio con il romanzo Paolo e Francesca sia un ottimo consiglio.

voto 4/5

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